Bilancio positivo per Astimusica: Comune e Asp guardano già all’edizione 2017

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Bilancio positivo per Astimusica: Comune e Asp guardano già all’edizione 2017

di Matteo Indino

Astimusica chiude la ventunesima edizione (14 appuntamenti) e apre alla ventiduesima: ci sono già idee per il 2017.
Quella suggerita dal direttore artistico Massimo Cotto: “Concentrare il programma su sole dieci serate, cinque grandi concerti a pagamento e altrettanti gratuiti”. E quella pensata dalla presidente dell’Asp Giovanna Beccuti: “Far crescere la manifestazione, disseminandola di eventi durante l’anno”.
“Per ora – aggiunge Cotto – ci godiamo questo momento, gli artisti sono andati via soddisfatti. E noi siamo felici quando vediamo che anche il pubblico lascia la piazza contento”.

Qualche dato, anche se “i numeri sono importanti, ma non sono tutto”.
Gli spettatori paganti, ha indicato il direttore organizzativo Gianluigi Porro, sono stati circa 5000 (di cui 2000 al concerto di Arbore e l’Orchestra Italiana), cui si aggiungono quelli ai concerti gratuiti. In 1200 hanno ascoltato Capossela, mentre per Rocco Hunt sono entrati in 600 e in 1000 hanno applaudito Al Bano. Poi ci sono i 600 spettatori che hanno tenuto i tagliandi per Ezio Bosso, che recupererà la serata persa a luglio il 7 settembre al Teatro Alfieri (in cinquanta hanno chiesto il rimborso).

Anche nel 2017, inoltre, la multiutility astigiana punterà a individuare un luogo della città da valorizzare, dopo la felice scelta del chiostro del Museo Paleontologico (300 spettatori per Accordi Disaccordi, un centinaio dei quali ha visitato le collezioni fossili e l’ex chiesa del Gesù). E a proposito di luoghi, Massimo Cotto osserva: “Ventuno anni fa, quando il festival è nato, piazza Cattedrale era l’unico luogo di aggregazione: dopo la musica si tirava tardi fino alle 2-3 di notte. Ora i punti di incontro si sono moltiplicati e ospitano fasce di pubblico e generi musicali differenti. E’ anche per questo che si può pensare di cambiare, ipotizzando un programma di dieci concerti”.

Il festival, infine, ha mantenuto fede alla propria identità: dare spazio agli artisti emergenti. “Anche i due concorsi per solisti e band che abbiamo ospitato – indica Cotto – hanno contributo a ricordarci questo nostro compito. E siamo fieri di poter dire che questa è stata un’edizione bellissima, partita un po’ in sordina per cause concomitanti (Europei di calcio, il freddo) ma poi andata in crescendo. Il mio ruolo di direttore artistico non è quello di scegliere concerti facili, ma stimolanti per il pubblico: quello astigiano, ed è una nostra peculiarità, non regala mai applausi, se si annoia se ne va. E questo ci consente di percepire in tempo reale se il concerto è piaciuto o no”.

Nella foto: da sinistra Gianluigi Porro, Massimo Cotto, Fabrizio Brignolo, Giovanna Beccuti