Recensione LIVE: CLOSURE SOLD OUT per “The Memory of a Madman”

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Closure “The Memory of a Madman” Live @ Auditorium Magnetto

SOLD OUT per lo SHOWCASE di Presentazione dell’ultimo album dei CLOSURE

 

Almese (TO), 21 Marzo 2014

Chi lo scorso venerdì sera si fosse  trovato a passare  fuori dall’Auditorium Magnetto di Almese avrebbe potuto vedere un sacco di gente in uscita . Avrebbe potuto sentire commenti entusiasti  di chi ha appena capito di aver assistito a qualcosa di grande.  Certamente si sarebbe chiesto cosa era successo a quelle persone in quell’elegante auditorium di provincia.

Cosa è successo? E’ andata in scena l’anteprima live di “The memory of a Mad man” lo straordinario concept album dei Closure di cui vi abbiamo già scritto. Se il disco è un’esperienza uditiva ed emotiva intensa, il live è andato oltre e i Closure hanno dimostrato tutta la loro potenza.

Una narrazione intensa fin dalla prima nota. L’uomo con lo scafandro nel centro del palcoscenico, nella penombra e nel fumo cattura lo sguardo con tutta la sua immobilità mentre i suoni salgono  e inesorabilmente  ti entrano dentro fino a possederti. In qualche modo non si è più semplicemente spettatori ma ci si ritrova dentro alla storia. L’uomo emerge dall’abisso, esce dallo scafandro ed inizia a narrare. Mr. Mulligan prende forma, prende vita e diventa reale. Non si può resistergli e l’unica cosa da fare è abbandonarsi alla musica.

Non c’è niente da fare, nulla da dire. I Closure non sono un gruppo di ragazzi che sta avviando la sua carriera. No, sono ben più avanti. Sono musicisti incredibilmente geniali e raffinati. Sono un gruppo affiatato e maturo. Conoscono la musica i ragazzi, sanno suonare come solo veri professionisti sanno fare. Non una nota sbagliata, un’indecisione, un’imperfezione. Una composizione musicale solida,ricca di dettagli e virtuosismi tecnici da parte di ogni componente. Dalla batteria di: Francesco Brancato alla chitarra di Luca Sentinella, dal basso suonato da Enzo Latona alle tastiere David Fulcheri, fino ad arrivare all’ammagliante e bellissima voce di Simone Poletti e all’etereo ingresso in scena di Giulietta Passera che irrompe con la sua voce dalle sfumature blues  in “The memory of a Mad man”.   C’è davvero da essere orgogliosi e a loro grati quando si pensa che nonostante l’utilizzo dell’inglese “The memory of a Mad man” è il prodotto di giovanissimi Torinesi. Un esempio perfetto del genio Italiano.

Anche questo rientra e deve rientrare nel giudizio dello spettacolo a ricordarci come troppo spesso importiamo e consumiamo “musicaccia” straniera inseguendo nomi con tanto marketing e poca sostanza  e non riusciamo a valorizzare e far crescere  prodotti nostrani che hanno tanta,tanta sostanza ma che condanniamo a far la guerra per emergere con il rischio concreto di disperderli.

Vedere tanta gente catturata dai Closure in un silenzio catartico che esplode alla fine dell’ultima nota in una standing ovation mi ha consolato. Perché mi ha dimostrato che siamo ancora tantissimi ad apprezzare e a ricercare quell’orgia di piaceri che solo la musica davvero vera e di qualità riesce a scatenare. Ed è per questo che mi permetto di azzardare paragoni. E’ per questo che mi voglio spingere fino ai primi Pink Floyd di Sid Barret e lo faccio seriamente perché la musica dei Closure è esattamente questo, un rock progressivo, psichedelico, suonato con tecnica e stile tali da reggere tranquillamente il paragone.

Per rivivere l’emozine del vivere o Provare a viverlo per la prima Volta ecco le splendide Immagini dello Mostra   a cura di Letizia Reynaud

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