Vinicio Capossela: il musicista contadino

0
59

 

Vinicio Capossela: il musicista contadino

Il trionfo della musica rurale al Flowers Festival

di Ermanno Eandi

 

Più che un concerto il  “Canzoni della Cupa Tour Polvere” è stato un evento,  che  il Flower Festival di Collegno può essere orgoglioso di aver messo in cartellone.

In queste serate di fine luglio dove la canicola divora e morde, non c’è nulla di meglio che un parco, una bevanda fresca e un buon concerto, così la folla ha gremito la Certosa e si è veramente divertita.

mau mau
MAU MAU feat. Bandakadabra ph. Daniele Sciancalepore

Prima di Capossela, c’è stato uno splendido mini spettacolo dei “Mau Mau”,  bravissima band torinese e nello stesso tempo multietnica che a volte canta anche in piemontese e, come se non bastasse  a metà concerto per la canzone “La ola” si aggiungono i fiati e i tamburi della “BandaKadabra” stupendi e simpatici per un gustoso momento musicale.

 Alle 22,30 il palco è un campo di grano, in lontananza si odono le voci dei contadini e il suono dei campanacci, le luci si accendono, la numerosissima band

vinicio (7)
Vinicio Capossela – Flowers Festival

appare, variopinta e coloratissima e incomincia un ritmo percuotente di grancasse e tamburi, infine arriva lui, Vinicio Capossela, a dorso nudo, con lunghe dita adunche, sembra un satiro del baccanale che con un vortice sabbatico di danza, come un fauno mistico, canta “Bestia del grano”-

Dopo, Vinicio ritorna lui, chitarra, camicione e capello e si parte con il gran concerto, ogni canzone, sebbene popolare,  ha un profumo di verso,  anche se parlano  prevalentemente del mondo agricolo del sud d’Italia, una volta l’artista ci porta musicalmente sulle Ande, poi crea atmosfere medioevali come se fosse un trovatore e con “Femmine” grazie a due trombettisti mariaci, vestiti di tutto punto con il sombrero, ci porta  la gioia del Messico.

Non mancano canzone cupe, di fuoco, mistiche come “Notte di San Giovanni”, ma il pubblico esplode balla, canta e batte le mani,  quando partono le tarantelle, le irresistibili musiche di festa popolare che portano gli spettatori in delirio, brani come “Pettarossa”  e “Nachecici”.

Un momento toccante è il ricordo di “Matteo Salvatore”, un grande musicista, che ha lasciato un immenso patrimonio di canzoni folk, perché come afferma Capossela “è stato il cantore della fame” al quale dedica il concerto e canta alcuni suoi brani.

Il finale e un medley dei suoi più grandi successi  da “Maraja” a “Che cos’è l’amor “ dove la folla canta, balla e si diverte in una notte d’estate che riempie di gioia l’anima.

La musica come una falce miete  le spighe di grano sul palco che, nelle orecchie del pubblico, diventano canzoni, che ti portano indietro nel tempo, che a volte ti fanno riflettere sulla dura vita contadina e in altre ti trascinano sull’aia a cantare  e a ballare felici… un concerto importante .. complimenti Vinicio Capossela!

Scaletta

Bestia nel grano – Femmine – La padrona mia – La rondinella – L’acqua chiara Componidori – Scorza di Mulo – Notte di San Giovanni -Signora Luna  – Cancion Mixteca – Nachecici – Pettarossa – Maloservizio – Camposanto – Veglione – Maraja – Che cos’è l’amor – Medley finale

La Photogallery di Music&theCity a cura di Daniele Sciancalepore 

[Galleries 243 not found]